Genova: No Armi nel Porto! di Maurizio Natale

Ci risiamo, dopo la vittoria ottenuta dai Portuali genovesi il 20 maggio 2019, quando riuscirono a impedire alla nave Bahri Yanbu di caricare materiale bellico destinato alla guerra civile in atto in Yemen ed alimentata dai Sauditi, amici degli USA, oggi siamo venuti a conoscenza che un’altra nave della stessa compagnia, la Bahri Jazan, è diretta al porto di Genova per tentare di riprendersi il carico lasciato.

Le notizie le abbiamo, soprattutto, grazie al monitoraggio costante effettuato dai compagni del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali ( CALP).

Il CALP ha una storia che viene da lontano, a partire dagli anni 70, per poi tornare a lottare intorno al 2010.

Intento dei Portuali, come da loro dichiarato, è quello di mantenere in vita il movimento operaio tra i moli del porto di Genova.

La vittoria ottenuta il 20 maggio, dimostra che l’unità tra lavoratori può raggiungere risultati importanti attraverso le lotte contro la prepotenza delle multinazionali, in una parola del capitalismo.

Il CALP riferisce che le apparecchiature non imbarcate dopo lo sciopero, sulla Bahri Yanbu, sono ufficialmente classificate come “armi” dal Ministero degli Esteri.

Risultano pertanto poco credibili le giustificazioni della Tecknel di Roma, l’azienda esportatrice, che derubricano a “merci varie” il carico incriminato.

Bisogna aggiungere che, non risulta che siano stati fatti controlli ulteriori ne dall’Autorità Portuale e tantomeno dalla Prefettura.

Ovviamente, alla fine la Teckel ha dovuto cedere all’evidenza ammettendo che il carico è costituito da armi destinate alla Guardia Nazionale Saudita per alimentare la terribile guerra civile in Yemen.

A questo punto, essendo previsto un ennesimo tentativo di imbarcare il carico rimasto a Genova con la Nave Bahri Jazan, è stata immediatamente annunciata un’altra giornata di lotta dai compagni del CALP, per ricacciare ancora una volta indietro la nave.

Non essendo ancora conosciuto il giorno nel quale la nave arriverà a Genova, si parla del 20 giugno, non è stata stabilita nessuna data.

Credo che la latitanza del nostro Governo su questa vicenda sia non poco imbarazzante, infatti basterebbe che il Premier si leggesse l’articolo 11 della nostra costituzione, che ci ricorda che l’Italia ripudia la guerra, per prendere una posizione netta contro questo traffico di morte.

Purtroppo la preoccupazione di questo Governo è invece tutta concentrata nel chiudere i porti agli esseri umani e tenerli aperti a chi porta la morte in giro per il mondo.

Ci tengo a ricordare che la storia della città di Genova, medaglia d’oro per la Resistenza, insegna che la sua popolazione non si piega davanti a nessun prepotente e che spesso le sue lotte, molto dure, le ha vinte, come nel 1945 quando i nazifascisti si dovettero arrendere ai Partigiani ( unico caso in Europa ) così come nel 30 giugno 1960, i Portuali ( Camalli ), insieme ad altri antifascisti, cacciarono dalla città i missini dove avrebbero voluto tenere il loro congresso.

Genova non dimentica nulla, anzi invita tutte le Antifasciste e gli Antifascisti a partecipare alla prossima manifestazione del 30 Giugno 2019 indetta da GENOVA ANTIFASCISTA che vuole ricordare proprio quei giorni di lotta del 1960.

A Genova la lotta non si ferma!


Maurizio Natale

Segretario Provinciale

Partito della Rifondazione Comunista

Federazione di Genova


Articolo scritto per

"Dire, fare Rifondazione"

Giornale on line del Prc nazionale.


** l'articolo è stato scritto prima della seconda vittoria dei camalli del Calp, che ringraziamo di cuore.

MN



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